ANSA (© Copyright ANSA Tutti i diritti riservati)
Aggiornato il: 11/06/2012 | autore ANSA

Attentato preparato da Natale, killer non solo

'Gesto dimostrativo contro il mondo, c'e' finalita' terroristica'


Attentato preparato da Natale, killer non solo

dell'inviata Paola Laforgia

BRINDISI - Mesi di preparazione cominciati da prima di Natale, esperimenti in campagna per valutare la potenza dell'esplosivo, piu' telecomandi testati, vari sopralluoghi a Brindisi per scegliere con cura l'obiettivo e probabilmente almeno una persona che lo ha aiutato. Descrive una persona lucida, determinata, meticolosa, arrabbiata col mondo ma che non ha agito da sola, l'ordinanza del gip del Tribunale di Lecce Ines Casciaro che ha convalidato il fermo di Giovanni Vantaggiato, l'imprenditore di Copertino reo confesso dell'attentato che il 19 maggio scorso ha ucciso Melissa Bassi e ferito altre cinque sue compagne di scuola.

L'uomo e' da cinque giorni rinchiuso nel carcere di Lecce. Il movente sarebbe quello del gesto dimostrativo "nei confronti del mondo intero", il killer si sente "vittima di truffe che lo hanno messo in ginocchio economicamente" e sente di non essere stato adeguatamente tutelato dalle istituzioni. L'aggravante del terrorismo (che incardina il procedimento presso la Dda di Lecce e non presso la procura di Brindisi) e' riconosciuta dal gip in virtu' del "grave danno al Paese che e' stato provocato" con la diffusione "del terrore nelle scuole". Il giudice ha condiviso l'impianto accusatorio della Procura distrettuale antimafia di Lecce riconoscendo le accuse di strage con finalita' terroristica oltre a quella di fabbricazione, detenzione e trasporto di un 'congegno micidiale''. Ha anche ritenuto, malgrado l'imputato abbia negato piu' volte, che Vantaggiato abbia agito in concorso con altri. La presenza di un complice, almeno nelle fasi preparatorie dell'attentato, sarebbe confermata secondo il gip da una testimone. La donna ha detto di avere visto all'1.30 della notte che ha preceduto l'esplosione un "uomo che spingeva un bidone della spazzatura munito di ruote, tenendolo dalla parte delle maniglie e che andava in direzione della scuola". La descrizione di quest'uomo non coincide con la fisionomia di Vantaggiato: "corporatura robusta, spalle larghe, alto circa un metro e 80, naso pronunciato", indossava cappello con visiera e giacca e pantaloni neri. Vantaggiato ha detto di avere indossato gli stessi abiti sia nella notte precedente sia al momento dell'esplosione e cioe' giacca scura e pantaloni chiari, cosi' come si vede dalle immagini trasmesse dalla telecamera del chiosco vicino alla scuola e nelle quali lo stesso Vantaggiato si e' riconosciuto. Questi elementi, uniti al fatto che nel corso dell'interrogatorio Vantaggiato ha "utilizzato il plurale in molte occasioni" nel descrivere le sue azioni confermano, secondo il gip, che non puo' avere agito da solo. L'uomo ha pero' sempre negato questa circostanza, e lo ha fatto anche oggi il suo avvocato Franco Orlando che e' andato a trovarlo in carcere e secondo cui il plurale sarebbe frutto di un intercalare. Sorprendente la meticolosita' e la costanza con cui il killer ha raccontato di avere programmato l'attentato, cominciando a prepararlo fino "da prima di Natale" acquistando "quattro telecomandi tre dei quali si erano inceppati durante le numerose prove". Ha descritto minuziosamente il modo con cui ha composto la miscela esplosiva e l' ha testata piu' volte in campagna prima di utilizzarla dinanzi alla scuola. Ha ammesso di aver fatto dei sopralluoghi a Brindisi prima dell'attentato e di aver scelto "la scuola piu' vicina all' uscita della citta' perche' rispetto ad altri obiettivi, come ad esempio una caserma dei carabinieri, era piu' facile da colpire".

Vantaggiato ha inoltre ribadito di aver scelto deliberatamente di azionare il telecomando a quell'ora del mattino "per ottenere esattamente l'effetto ottenuto: di notte - ha detto - era un tempo ideale soltanto per i preparativi". Questo dimostra, per il gip, che la volonta' dell'uomo era quella di "fare un gesto dimostrativo eclatante finalizzato ad uccidere". "Egli ha perfino riferito - scrive ancora il gip - di essere ritornato a casa alle 3 di notte per dormire e poi di essere uscito nuovamente all'alba, dopo aver gia' posizionato l'ordigno, dimostrando di avere una ferma volonta' di consumare il delitto proprio in quel momento e non ad un'ora qualsiasi".

TROPPE INTERVISTE, SOSPESO IL PRESIDE - Sarebbe dovuto rientrare a scuola dopo un periodo di ferie seguito all'attentato, ma nemmeno oggi Angelo Rampino, il preside dell'istituto Morvillo Falcone di Brindisi ha potuto riprendere posto alla sua scrivania. L'ufficio scolastico regionale, infatti, ha deciso di sospenderlo per ragioni di opportunita' fino a che non saranno conclusi gli accertamenti amministrativi sul suo conto avviati per le dichiarazioni rilasciate alla stampa dopo la strage costata la vita a Melissa Bassi e che ha portato al ferimento di altre cinque ragazze della scuola. Dal ministero fanno sapere che l'iniziativa non e' legata alle indagini in corso sull'attentato di Brindisi e che la decisione, assunta l'8 giugno scorso, dovra' essere confermata entro il 18 giugno dal capo dipartimento all'istruzione del dicastero. Angelo Rampino, contattato telefonicamente, ha preferito non commentare.

Nelle prime fasi delle indagini, tra le piste battute dagli inquirenti sul movente c'era anche quella relativa a una possibile vendetta personale da parte di Giovanni Vantaggiato (l'imprenditore di Copertino reo confesso) nei confronti del dirigente scolastico. Lo spettro delle ipotesi investigative si e' poi ristretto fino a rendere residuale questa possibilita'. Ad escludere che il bersaglio fosse il preside e' stato poi anche lo stesso indagato, ora richiuso nel carcere di Lecce. Nell'interrogatorio dinanzi al gip Ines Casciaro, Vantaggiato, infatti, che in un primo momento non aveva fatto alcun cenno alle ragioni che lo avevano spinto a confezionare con tre bombole un ordigno telecomandato, ha poi detto di avercela con il mondo e in particolare con le istituzioni che non tutelerebbero le persone truffate. E ha spiegato anche di aver scelto quella scuola, la Morvillo Falcone, per la sua vicinanza alla superstrada. A fare scattare l'indagine amministrativa sarebbero state le rivelazioni fatte da Rampino durante alcune interviste. Il preside aveva rivelato l'esistenza di un altro video sull'attentatore oltre a quello che era gia' stato diffuso dai media. La sua condotta, non sarebbe stata ritenuta adeguata alla gravita' dell'accaduto e alla necessita' di riserbo. Inoltre, due giorni dopo l'attentato, il dirigente si era allontanato da Brindisi per partecipare ad una iniziativa antimafia a Palermo malgrado la situazione richiedesse la sua presenza nella scuola.

4Commento
11 giu 2012, 10.55
avatar

vittima di truffe???gli porterei via tutto,casa,barca e attivita' a lui e alla sua famiglia,non e' ne una persona e non voglio offendere gli animali,e' solo una putrida latrina di uomo

11 giu 2012, 14.26
avatar
QUESTE GENTE CATTIVA D'ANIMO DOVREBBE MARGIRE IN PRIGIONE 40 ANNI MA IL PROBLEMA E' CHE QUESTO NE HA GIA' 68.
11 giu 2012, 11.10
avatar
Siamo in Italia: i problemi di qualcuno diventano i  problemi di tutti. La raderei al suolo!
Segnala
Per favore aiutaci a mantenere una comunità sana e vivace segnalando ogni comportamento illegale o inappropriato. Se pensi che un messaggio violi leCodice di comportamentoper favore utilizza questo modulo per inviare notifiche ai moderatori. Loro faranno le verifiche sulla tua segnalazione e prenderanno le decisioni appropriate. Se necessario, riporteranno tutte le attività illegali alle autorità competenti.
Categorie
limite di 100 caratteri
Eliminare il messaggio?

approfondimento

messaggio promozionale

SùGiù

tutte le notizie