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Aggiornato il: 18/03/2012 | autore ANSA

Coppia giu' da viadotto, tentato omicidio-suicidio

I due giovani avevano avuto una storia durata qualche mese ma lui non voleva saperne di chiudere


Coppia giu' da viadotto, tentato omicidio-suicidio

PESARO - Stavolta la ferita d'amore che spesso si traduce in stalking ha colpito due giovanissimi: un muratore di 23 anni, e l'ex fidanzatina 19 anni non ancora compiuti, studentessa di ragioneria a Cagli, dove entrambi risiedono. Si erano lasciati a ottobre. Lui non lo accettava, e cosi' l'ha aspettata sotto casa, l'ha presa a pugni e poi l'ha trascinata su un viadotto della Ss 73 bis a Fossombrone spingendola oltre il guardrail e buttandosi a sua volta nel vuoto, con un volo di 15 metri. Un miracolo che non siano morti sul colpo: la caduta e' stata infatti attutita dal terreno molle. Ora sono entrambi ricoverati con politraumi nell'ospedale regionale di Torrette, ad Ancona: lei e' la piu' grave. Sottoposta a un intervento chirurgico al fegato, e' in prognosi riservata. Per lui la prognosi e' piu' favorevole: 60 giorni. Ai primi soccorritori avrebbe detto: "E' colpa mia. E' tutta colpa mia".

L'escalation di rabbia e follia che portera' a tutto questo inizia nella notte. Secondo la ricostruzione fatta dai carabinieri, la ragazza e alcune amiche stanno trascorrendo la serata fuori quando il ragazzo comincia a tempestarla di telefonate (almeno due-tre). La ragazza appare contrariata. Con lui ha avuto una storia durata circa un anno, ma adesso non vuole piu' saperne. Lui, forse, la segue in auto negli spostamenti con le amiche, poi va ad aspettarla sotto casa, una palazzina quadrifamiliare dove vive la mamma di lei insieme agli altri due figli, un quindicenne e una bimba di tre anni. Sono le 5 del mattino. La giovane scende dall'auto delle amiche, lui aspetta che arrivi al portone di ingresso e infili la chiave e la raggiunge. Nell'androne del palazzo cominciano a litigare e a quel punto Saimo la riempie di pugni con una tale violenza (gli investigatori parlano di una "furia di livello elevato") da spezzarle di netto un dente, un incisivo, che verra' ritrovato a terra, sul pavimento imbrattato di sangue. Alcuni vicini, tra cui una zia della ragazza, avrebbero sentito del chiasso e poi visto i due giovani allontanarsi in auto.

La madre della ragazza, invece, stava dormendo e non ha sentito nulla, perche' la sua camera da letto si trova dalla parte opposta rispetto a dove e' avvenuta l'aggressione. Comunque, dopo averla tramortita, il giovane muratore fa entrare la studentessa nella propria auto e si dirige verso la Fano-Grosseto. Si ferma in una piazzola di sosta, poco prima di una galleria, fa uscire dalla vettura la ragazza, chiude a chiave l'auto e poi trascina la ex, sorreggendola, dal lato opposto della carreggiata. Sempre secondo quanto ipotizzano i carabinieri, spinge la giovane oltre il guardrail (alto almeno un metro e mezzo) e poi si lancia anche lui di sotto. Fin qui il 'film' del dramma d'amore ricostruito dagli investigatori, ma bisognera' ascoltare i due ragazzi per avere una conferma. Il caso e' affidato al sostituto procuratore di Urbino Simonetta Catani.

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