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ANSA
ROMA - "Nonostante gli sforzi del governo, mi pare che il problema Fiat rimanga del tutto aperto. Al tavolo di ieri c'era un convitato di pietra e cioe' una nuova stagione di ammortizzatori sociali costosi per i lavoratori e per lo stato, senza una prospettiva sicura": Cosi' Pierluigi Bersani, che chiede di allargare il confronto.
"Dati alla mano - prosegue il segretario del Pd - una tale prospettiva non sembra poter esser piu' garantita dalla sola Fiat. Credo che ci vorranno anche altri e urgenti incontri con i protagonisti del settore auto: componentistica, reti commerciali, e organizzazioni sindacali". "E' sull'intero settore che ci giochiamo un pezzo dell'avvenire del paese. Bisogna ragionare e intervenire con questo punto di vista", conclude Bersani.
L'incontro Fiat-Governo "non ha dato risposte" ai problemi e gli impegni contenuti nel comunicato finale sono "talmente generici" da risultare "inadeguati" a garantire il futuro. Cosi' Stefano Fassina, Responsabile Economia Pd, che chiede al governo di riferire in Parlamento e di allargare il 'tavolo' presso il Mse ai sindacati.
"Nonostante la durata, l'incontro di ieri tra il Governo e il vertice del gruppo Fiat-Chrysler - afferma Fassina in una nota - non ha dato risposte ai principali problemi aperti. Le nubi sul futuro dell'automotive in Italia restano minacciose. Gli impegni affermati nel comunicato al termine dell'incontro, in particolare la continuita' produttiva del gruppo nel nostro Paese, sono talmente generici da risultare inadeguati a fornire rassicurazioni ai lavoratori direttamente coinvolti e alle imprese dell'indotto. Anzi, l'insistenza su investimenti nel momento idoneo confermano che l'azienda, nonostante i proclami di Fabbrica Italia gia' irrealistici nel 2010, intende affrontare passivamente un mercato in profondo e strutturale mutamento con conseguenze negative per l'azienda, per i lavoratori e per il tessuto produttivo nazionale". Inoltre, e' "poco credibile l'affidamento dell'innalzamento del livello produttivo al mercato extra-europeo quando Fiat-Chrysler non riesce a soddisfare la domanda italiana dei suoi marchi con la produzione degli stabilimenti nel nostro Paese". "Rimane davanti a noi uno scenario di cassa integrazione, in particolare in deroga data anche l'insufficienza degli ammortizzatori sociali ridefiniti dalla Legge Fornero. A fronte di possibili interventi a carico dello Stato, da valutare anche per il sostegno alla ricerca e all'innovazione, sono necessari impegni chiari e affidabili dell'azienda in termini di investimenti e occupazione in tutti gli stabilimenti del gruppo. Inoltre, e' preoccupante che il comunicato neanche citi il grave deficit di democrazia nelle aziende del gruppo". "Chiediamo al governo - conclude il responsabile economia del Pd - di riferire in Parlamento al piu' presto e auspichiamo che il tavolo previsto al Ministero per lo sviluppo economico venga avviato subito e includa tutte le organizzazioni sindacali. Infine, va ricordato al governo che le misure eventualmente assunte per Fiat-Chrysler devono essere estese anche alle decina di migliaia di aziende micro e piccole che non beneficiano degli ammortizzatori in deroga".
CASINI, SONO PREOCCUPATO,CONTRARIO A INCENTIVI - "Sono tendenzialmente contrario ad altri incentivi. Non mi sento rassicurato ma preoccupato". Cosi' Pier Ferdinando Casini, a Skytg24. "La Fiat adempia agli impegni che aveva preannunciato. Questa e' serieta'. Non si puo' chiedere ai politici e riservarsi parti in commedia. Lo Stato ha fatto bene ad aiutare, abbiamo gia' dato, ora dia la Fiat".
BONANNI, ORA MARCHIONNE INCONTRI ANCHE I SINDACATI - L'incontro tra la Fiat e il governo e' stato certamente un fatto positivo, ma ora la Fiat deve incontrare nei prossimi giorni anche i sindacati che si sono assunti le proprie responsabilita' per gli investimenti peraltro gia' realizzati di Pomigliano e Grugliasco. Cosi' il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, all'indomani dell'incontro a Palazzo Chigi trai vertici della Fiat e il governo. "Noi vogliamo una verifica puntuale con Marchionne sui futuri piani di investimento della Fiat in Italia", dice Bonanni. " I gufi sono stati smentiti. Marchionne ha confermato che la Fiat non andra' via dall'Italia ma puntera' nei prossimi mesi sull'export in attesa che si riprenda il mercato interno - aggiunge -. Questa e' una strada giusta in un momento difficile della nostra economia, in cui il governo e le parti sociali dovranno stipulare un patto sociale per far ripartire la crescita, i salari e i consumi. Ma e' importante - sottolinea il numero uno della Cisl - che la Fiat continui ad investire sulla ricerca, sulla qualita' e sulla innovazione di prodotto in tutti gli stabilimenti italiani, a cominciare da Torino, dove si possono produrre subito nuove auto per il mercato internazionale, come a Grugliasco con la Maserati. Insomma - conclude Bonanni - ci si deve preparare in questa fase difficile per essere pronti nei prossimi mesi a competere in un mercato dell'auto che per forza di cose si riprendera'".
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