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Aggiornato il: 31/12/2009 | autore ANSA

Napolitano: contro la crisi coraggio e riforme

Discorso del presidente: "Fiducia nel nuovo anno". "Piu' crescita per il Sud e piu' futuro per i giovani". "Non e' vero che il Paese e' diviso su tutto". Dura condanna del razzismo


Napolitano: contro la crisi coraggio e riforme

ROMA - L'Italia non e' ancora fuori dalla crisi economica. Ha fatto tanto ma non abbastanza per trasformare le difficolta' in una occasione per creare un paese piu' forte e piu' giusto. Per questo, occorrono coraggio, riforme economiche e sociali, equita', piu' cura per chi subisce i danni piu' gravi: i ceti deboli e il Mezzogiorno. Ma servono anche le altre riforme: quelle istituzionali e della giustizia "non possono essere ancora tenute in sospeso, bloccate da un clima di sospetto" e da pregiudiziali. Ed occorre riformare anche il fisco e gli ammortizzatori sociali. Sono questi i richiami piu' forti del messaggio di fine anno di Giorgio Napolitano, il quarto del Settennato.

Il presidente della Repubblica ha parlato 19 minuti, 4 piu' dell'anno scorso, con severita'. Ha invitato ad avere fiducia e speranza nelle capacita' del paese di mostrasi piu' unito, di reagire alle difficolta'. Grande attenzione alle difficolta' dei giovani, dei ricercatori, di quelli che cercano lavoro o occasioni formative, perche' "non possiamo permetterci - dice- che si scoraggino". Una sottolineatura del disagio sociale vissuto da famiglie, donne e lavoratori. Occorre sostenerli. Nel 2010, ha detto, e' a rischio soprattutto l'occupazione, e gia' centinaia di migliaia di lavoratori con "tutele deboli o inesistenti" hanno perso l'occupazione perche' i loro contratti non sono stati rinnovati. Napolitano ha denunciato le condizioni dei detenuti che vivono "in carceri terribilmente sovraffollate, nelle quali non si vive decentemente, si e' esposti ad abusi e rischi, e di certo non si rieduca". Un passaggio che rimanda al caso Cucchi.

"Solidarieta'" e' stata una delle parole chiave del discorso. L'Italia ne e' ricca, ha affermato Napolitano. S'e' visto nell'assistenza ai terremotati abruzzesi, nella vicinanza ai familiari dei caduti in Afghanistan, nel volontariato. La solidarieta' deve ispirare anche l'accoglienza ai lavoratori immigrati e ai rifugiati che scappano da guerre e persecuzioni. Le esigenze di maggior sicurezza "non possono far abbassare la guardia contro razzismo e xenofobia, ne' possono esser fraintese e prese a pretesto da chi nega ogni spirito di accoglienza con odiose preclusioni" . Ne va della "qualita' civile della vita" nel nostro paese. Non e' solo questione di benessere materiale, "e' necessario che si riscoprano e riaffermino" valori troppo largamente ignorati e negati negli ultimi tempi: rispetto dei propri doveri, sobrieta' negli stili di vita, attenzione e fraternita' verso gli altri, rifiuto intransigente della violenza". I temi sociali non hanno messo in secondo piano la politica. "Abbiamo vissuto mesi molto agitati sul pian politico" ha ricordato il presidente, ma non e' stata la paralisi, la societa' ha reagito e percio' "guardiamo con piu' fiducia di un anno fa" alla crisi e alla possibilita' di realizzare le riforme non piu' rinviabili. Quella del fisco e' "assolutamente cruciale, non si puo' fare con rattoppi, ma con analisi e una proposta d'insieme" e insieme si deve affrontare "il problema durissimo del debito pubblico".

Quelle della seconda parte della Costituzione e della giustizia occorrono per "un piu' efficace funzionamento dello Stato e non possono essere bloccate da un clima di sospetto fra le forze politiche e da opposte pregiudiziali". Occorre seguire le procedure previste dalla stessa Costituzione, ma e' "essenziale" che ci sia un "rinnovato ancoraggio" ai principi nazionali e che "siano sempre garantiti equilibri fondamentali tra governo e Parlamento , tra potere esecutivo e legislativo e istituzioni di garanzia, e che ci siano regole in cui debbano riconoscersi gli schieramenti sia di governo sia di opposizione". Insomma, riforme largamente condivise. Napolitano e' convinto che gli spiragli di dialogo che si sono aperti si consolideranno, che "si andra' avanti, non ci si blocchera' in sterili recriminazioni e contrapposizioni". Napolitano ha rinnovato la condanna dell'aggressione a Silvio Berlusconi e l'impegno ad operare per "attenuare le tensioni".

"E' mio dovere", ha detto. Come lo e', ha aggiunto, realizzare "una maggiore unita' della nazione: un impegno che richiede ancora tempo e pazienza, ma da cui non desistero'". "I cittadini italiani in tempi difficili come quelli attuali - ha concluso - hanno bisogno di maggiore serenita' e a questo bisogno devono corrispondere tutti coloro che hanno responsabilita' elevate nella politica e nella societa'. Serenita' e speranza che sento di potervi trasmettere oggi con il mio augurio per il 2010".

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