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Aggiornato il: 20/11/2010 | autore ANSA

Sale eta' assegno pensioni, dal 2011 almeno 61 anni

Effetto combinato di 'scalino' e 'finestra mobile'. Inps: boom delle pensioni di anzianita' nei primi dieci mesi del 2010: tra gennaio e ottobre le uscite anticipate rispetto all'eta' di vecchiaia sono state 155.440 a fronte delle 100.880 pensioni effettivamente liquidate nell'intero 2009


Sale eta' assegno pensioni, dal 2011 almeno 61 anni

ROMA - Doppio scalino in arrivo per i lavoratori che vogliono andare in pensione: dal prossimo gennaio per ottenere l'assegno bisognera' aver compiuto almeno 61 anni. Dal 2011 infatti entreranno in vigore sia le nuove regole per l'accesso alla pensione di anzianita' previste dalla riforma del 2007 (l'eta' minima per uscire passa da 59 a 60 anni per i lavoratori dipendenti a fronte di almeno 36 anni di contributi) sia quelle sulle finestre per l'uscita previste dalla manovra di luglio. Si devono ora aspettare almeno 12 mesi dal raggiungimento dei requisiti, sia di anzianita' sia di vecchiaia.

In base al provvedimento di questa estate a partire dal 2011 i lavoratori dipendenti conseguiranno il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico di anzianita' e vecchiaia dopo 12 mesi dalla data di maturazione dei requisiti anagrafici e contributivi. Chi quindi li matura a 60 anni (avendo raggiunto gia' il monte contributivo) potra' ricevere la pensione solo raggiunti i 61. Per i lavoratori autonomi l'eta' per la pensione di anzianita' si alza ancora visto che ai 61 anni come eta' minima per l'uscita si aggiungono 18 mesi di attesa della finestra mobile (arrivando a 62 e mezzo). Gli uomini che non hanno i requisiti contributivi per l'anzianita' e devono aspettare l'eta' di vecchiaia (65 anni) usciranno quindi a 66 (i dipendenti mentre per gli autonomi ce ne vorranno 66 e mezzo). Le nuove regole di fatto cancellano la pensione di anzianita' per le donne lavoratrici del settore privato che potranno uscire dal lavoro dopo i 60 anni, eta' gia' prevista per la pensione di vecchiaia. Diversa la situazione invece per le impiegate nel pubblico che hanno un requisito anagrafico per il 2011 per la vecchiaia di 61 anni (65 dal 2012). Per loro sara' ancora possibile l'uscita anticipata per anzianita' con 60 anni di eta' e 36 di contributi. Ad entrambe le categorie comunque si applica la finestra mobile e quindi un anno di attesa una volta raggiunti i requisiti anagrafici e contributivi. Sara' comunque possibile avere la pensione di anzianita', indipendentemente dall'eta' con almeno 40 anni di contributi ma a questi andranno comunque aggiunti i 12 mesi di attesa della finestra mobile (e diventeranno quindi 41). Se gia' quest'anno l'eta' media di collocamento a riposo (tra vecchiaia che prevede per gli uomini almeno 65 anni e anzianita', donne e uomini) e' di poco piu' di 61 anni gia' dall'anno prossimo la media superera' i 62 avvicinandosi a 63. Le norme sull'uscita mobile non riguardano i lavoratori che maturano i requisiti entro dicembre 2010 e quindi potranno andare in pensione di anzianita' l'anno prossimo con le "vecchie" finestre (gennaio e luglio) e con i requisiti validi per quest'anno (quota 95 con 59 anni di eta' minima a fronte di 36 di contributi per i dipendenti, 60 e quota 96 per gli autonomi).

INPS, VOLANO ANZIANITA', IN 10 MESI +54% - Boom delle pensioni di anzianita' nei primi dieci mesi del 2010: tra gennaio e ottobre le uscite anticipate rispetto all'eta' di vecchiaia sono state 155.440 a fronte delle 100.880 pensioni effettivamente liquidate nell'intero 2009. Il dato - sottolinea il presidente dell'Inps, Antonio Mastrapasqua in un colloquio con l'ANSA - risente del forte calo per le pensioni di anzianita' registrato nel 2009 ed e' dovuto alla maturazione dei requisiti per l'uscita dal lavoro di una parte rilevante di persone "bloccate" dall'aumento dello scalino a luglio del 2009 (da 58 a 59 anni). Nel 2011 - avverte - ci si attende un nuovo calo con uscite per anzianita' sotto le 100.000 unita'. La gran parte delle uscite per anzianita' del 2010 e' dovuta ai lavoratori dipendenti (97.559 a fronte delle 56.963 pensioni liquidate nell'intero 2009 con un aumento del 71%).

L'aumento consistente delle pensioni di anzianita' nel 2010 era atteso dall'Istituto. Sulla base delle previsioni le pensioni liquidate nei primi 10 mesi avrebbero dovuto essere 160.300, 4.860 in piu' rispetto a quelle effettivamente liquidate. Si e' registrato uno scostamento nelle previsioni soprattutto nel fondo lavoratori dipendenti con un numero di assegni molto superiore a quello atteso 97.559 contro le 76.800 attese) mentre nelle altre gestioni le cose sono andate meglio delle previsioni. "Il dato del 2010 - spiega Mastrapasqua - non e' comparabile con quello del 2009 per l'effetto scalino". L'Istituto - ha aggiunto - si aspetta sulla base delle regole che entreranno in vigore dal primo gennaio sull'aumento dell'eta' per la pensione di anzianita' e sulla finestra mobile "una contrazione consistente delle uscite. L'anno prossimo - ha detto - si potrebbe scendere sotto le 100.000 pensioni di anzianita". Nel fondo dei coltivatori diretti le pensioni liquidate nei primi dieci mesi sono state 11.243 (in aumento rispetto alle 9.943 dell'intero 2009 ma meno delle 18.900 previste) mentre nel fondo artigiani le pensioni di anzianita' sono state 28.676, in aumento rispetto alle 22.035 dell'intero 2009 ma meno delle 39.200 attese. Nel fondo commercianti sono state liquidate tra gennaio e ottobre 17.962 pensioni, in aumento rispetto alle 11.939 dell'intero 2009 ma in calo rispetto alle 25.400 attese.

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