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ANSA
ROMA - Altro che per vincere una medaglia alle Olimpiadi, il doping e' usato di piu' per superare il vicino nella biciclettata della domenica.
Dai dati per il 2011 della Commissione Vigilanza e Controllo del Doping (Cvd) del Ministero della Salute, presentati oggi a Roma, emerge un mondo in cui il 3% degli atleti amatoriali fa uso di sostanze proibite, che diventa il 10% se si considerano solo le palestre, cifre tre volte superiori a quelle dei colleghi professionisti.
L'atleta amatoriale dopato 'tipo' e' maschio (oltre il 70%), risiede al nord (piu' di meta' dei controlli positivi), e ha circa 30 anni: "Ma il fenomeno non ha eta' - ha sottolineato Massimo Casciello, direttore del Cvd - abbiamo trovato persone di 65 anni che prendono steroidi. Il problema nelle palestre e' ancora piu' preoccupante, anche perche' non c'e' la 'giustificazione' della competizione: si vuole avere un fisico piu' bello in fretta, e per riuscirci ci si rivolge al doping".
Come avviene per i professionisti, nel ciclismo le positivita' sono piu' alte della media (4,4%), ma in altri sport la cifra e' ancora piu' alta, come ad esempio nel rugby, che ha un 5% di positivi e che preoccupa per la crescente popolarita', o la pallamano, con il 6,3%: "In queste Federazioni il numero di controlli e' ancora esiguo - ha sottolineato Roberta Pacifici dell'Istituto superiore di sanita' (Iss) e componente della Commissione nazionale per la lotta al doping - ma il fenomeno deve comunque far preoccupare". I controlli hanno riguardato 1676 atleti durante 386 eventi dilettantistici, giovanili e nelle serie minori, e le sostanze piu' trovate sono state diuretici e agenti mascheranti, seguiti dagli anabolizzanti.
Per quanto riguarda i canali di rifornimento, Internet e' in continua ascesa: "Questo vale in particolare per la vendita di anabolizzanti - ha sottolineato il generale dei Carabinieri Cosimo Piccinno, comandante dei Nas - con ordinazioni su siti internet, con server all'estero, pagamenti elettronici e spedizioni a destinatari fittizi". Dal 2010 ad ottobre 2011 le attivita' dei Nas hanno portato al sequestro di 126 mila confezioni e 300 mila tra fiale, compresse e pillole di medicinali proibiti dalla normativa antidoping per un valore stimato di circa 3,5 milioni di euro. Accanto al fenomeno del doping c'e' quello del consumo di farmaci leciti, ma sempre pericolosi, con il 43% del campione che ha preso antinfiammatori, e in ascesa e' anche il consumo di integratori e prodotti salutistici, usati in quantita' dal 58,8% degli atleti testati:
"La somministrazione di farmaci in chi e' sano e' sempre pericolosa - ha sottolineato Luciano Caprino, farmacologo dell'universita' Sapienza di Roma - nel caso degli antinfiammatori, ad esempio, l'uso prolungato puo' portare a una vera e propria dipendenza". Il fenomeno, ha sottolineato il ministro della Salute Renato Balduzzi, e' preoccupante soprattutto per i giovani: "Si fa molta fatica a comunicare ai giovani l'importanza degli stili di vita - ha affermato -, la lotta al doping puo' essere l'occasione per ampliare il discorso alla tutela della salute e alla lotta alle dipendenze".
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