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ANSA
ROMA - Aumento della poverta', della dispersione scolastica, del lavoro minorile e dell'esclusione sociale: sono i drammatici effetti della crisi e del progressivo calo di risorse destinate alle politiche per l'infanzia e l'adolescenza, che sta soffocando i diritti di molti bambini in Italia. Ma soprattutto manca un sistema di raccolta dati, rappresentativi e uniformi tra le varie Regioni, per la misurazione dei fenomeni che riguardano i minori, come pedofilia e pornografia, condizioni di adottabilita', sulla violenza, sul maltrattamento dei bambini, sui minori con disabilita'. Sono i poco confortanti dati del quinto Rapporto sul monitoraggio della Convenzione Onu sui diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza, presentato oggi a Roma dal Gruppo Crc - che riunisce 85 tra associazioni e organizzazioni che si occupano di minori - e che fotografa ogni anno la loro condizione in ogni ambito della vita, ne valuta le criticita' ed esprime raccomandazioni alle istituzioni competenti.
POVERTA' - Dal rapporto emerge che il nostro Paese si colloca ai primi posti in Europa per dispersione scolastica e incremento della poverta' e supera la media Ue per minori a rischio poverta' o esclusione sociale. Sono 1.876.000 in minori in condizioni di poverta' relativa, di cui 1.227.000 al Sud, ai quali si aggiungono 359 mila bambini che nel meridione vivono in condizioni di poverta' assoluta, cioe' non dispongono di beni essenziali per il conseguimento di standard di vita accettabili.
LAVORO MINORILE - I piu' esposti al lavoro precoce sono maschi in eta' compresa tra gli 11 ed i 14 anni, che risiedono in territori ad alto tasso di disoccupazione e che sono i soggetti piu' a rischio dal punto di vista cognitivo, relazionale e sociale. Per questo il Gruppo Crc chiede al Governo di approvare un Piano straordinario nazionale di contrasto alla poverta' minorile, di implementare un sistema statistico del lavoro minorile a livello nazionale e locale e di valutare l'impatto che le politiche economiche e le riforme legislative hanno sui piu' giovani. A proposito di dispersione scolastica, il Gruppo raccomanda al Ministero dell'Istruzione di implementare il sistema informatico relativo all'anagrafe nazionale degli studenti e di finanziare progetti di sostegno e incentivazione allo studio. Esprime inoltre forte preoccupazione per la cancellazione del Fondo nazionale straordinario per i servizi socio-educativi per la prima infanzia e per la mancata previsione delle allocazioni delle risorse del Fondo Nazionale per le Politiche Sociali.
VIOLENZA - Il rapporto evidenzia che in Italia il fenomeno dell'abuso online continua a essere drammaticamente esteso e che l'armonizzazione delle leggi tra i Paesi e' fondamentale per interventi di contrasto efficaci, ma il disegno di legge di ratifica della Convenzione di Lanzarote (2007) e' ancora in discussione in Parlamento.
MINORI STRANIERI - I minori non accompagnati al 31 dicembre 2011 risultavano essere 7.750, di cui 1.791 irreperibili. Oltre alla mancanza di un sistema nazionale di accoglienza, il Rapporto segnala alcuni casi in cui i minori sono stati accolti in modo inadeguato, hanno vissuto in condizioni di promiscuita' con gli adulti, privati di adeguate cure e della liberta' personale. Il Gruppo Crc affronta poi la questione del diritto di cittadinanza dei minori stranieri nati in Italia o giunti nel nostro Paese in tenera eta', raccomandando al Parlamento una riforma della legge 91 per agevolarne l'acquisizione. Si raccomanda poi al Ministero della Salute di prevedere l'iscrizione obbligatoria al Ssn o almeno di garantire il Pediatra di libera scelta e il Medico di medicina generale a tutti i minori stranieri presenti sul territorio nazionale, a prescindere dalla loro condizione giuridica.
CONVENZIONE ONU - Il Gruppo CRC chiede infine che il Parlamento ratifichi al piu' presto il nuovo Protocollo opzionale alla Convenzione Onu, che prevede la possibilita' per i minori di denunciare al Comitato Onu fenomeni di abuso o violazione di propri diritti.
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