La Commissione Europea mette sotto torchio il mercato: si sospetta un maxi-furto ai danni dei consumatori europei. Eni non è coinvolta

ANSA
di Marisa Ostolani
Al termine di una maratona notturna negoziale molto tesa, giunta piu' volte al limite della rottura, i leader europei hanno concordato un piano per salvare l'euro che include un patto da 120 miliardi per la crescita, azioni a breve per il controllo degli spread, la ricapitalizzazione diretta delle banche e misure a medio e lungo termine che prefigurano un'Unione piu' integrata sul piano finanziario, monetario ed economico, fino ad un super ministro del Tesoro.
Il vero test sara' l'apertura dei mercati di lunedi', ma per ora il piano e' stato accolto 'a caldo' molto positivamente: le Borse hanno chiuso in forte aumento e gli spread sono calati. L'agenzia di rating Fitch ha promosso le decisioni di Bruxelles che "allentano le tensioni sui rating dei Paesi euro nel breve termine" ed ha parlato di esito superiore alle attese. La svolta e' arrivata all'alba, dopo una trattativa ad oltranza sulle riserve poste dall'Italia e dalla Spagna che si sono battute per misure a breve e brevissimo termine per la stabilita' finanziaria. Il presidente Herman van Romuy ha annunciato l'accordo sull'uso dei fondi salva Stati Efsf-Esm per arginare la febbre degli spread e per ricapitalizzare direttamente le banche, sotto strette condizioni e dopo l'affido alla Bce del ruolo della supervisione bancaria. I dettagli sono ancora tutti da definire, ma entro il 9 luglio le decisioni dovranno diventare operative. In mattinata c'e' stata una coda polemica sulle condizioni. Angela Merkel ha dichiarato che l'accordo prevedeva l'intervento della troika Ue-Bce-Fmi, salvo poi ammettere che per i Paesi che chiederanno il meccanismo anti-spread non ci saranno condizioni aggiuntive rispetto a quelle gia' previste dal fondo Efsf-Esm.
"Se ci fosse stato l'intervento della troika non saremmo stati contenti", ha precisato il premier Mario Monti. Nelle prossime settimane si capira' se i "tasselli" concordati a Bruxelles diventeranno i mattoni di un nuovo edificio. Il presidente Usa Barack Obama accoglie i progressi fatti e incoraggia i leader europei ad andare avanti. Le decisioni prese sono "i primi passi di un processo che deve prevederne altri in futuro", insiste la Casa Bianca. Il bilancio italiano e' positivo: "E' un risultato veramente importante per l'Europa, abbiamo fatto passi in avanti su linee condivise dall'Italia", ha dichiarato Monti. 'Super Mario' e' stato il grande protagonista di un vertice che ha scompaginato le alleanze tradizionali e imposto un'accelerazione della risposta alla crisi su piu' fronti. L'asse tra Italia e Spagna e' stato sostenuto pienamente dal presidente francese Francois Hollande, che ha giocato il ruolo inedito di grande mediatore con la cancelliera tedesca.
"E' stato un Consiglio europeo di successo, su tutti i fronti", ha commentato la Merkel, che ha incassato 'sportivamente' i due goal di Balotelli e la pressione dei partner per indurla a una maggiore flessibilita'. La Merkel ha fatto concessioni importanti, che prefigurano passi ulteriori verso una maggiore integrazione, senza rinunciare al principio che ad una maggiore solidarieta' devono corrispondere condizioni e responsabilita'. Resta il suo grande no agli Eurobond che rende la prospettiva di una condivisione del debito ancora molto lontana. I tempi sono invece rapidi per una tassa europea sulle transazioni finanziarie, la cosiddetta Tobin tax: Hollande ha dichiarato che potra' vedere la luce gia' entro la fine dell'anno, trainata da un 'nocciolo duro' di Paesi guidato da Francia e Germania, al quale e' pronta ora ad associarsi anche l'Italia.
Da Hollande e' giunta una spinta ad andare oltre: "Si deve arrivare all'unione fiscale e a un ministero del Tesoro europeo che emetta debito e lo mutualizzi e che faccia una politica economica comune", ha preconizzato il presidente socialista. Come altri leader, Hollande ha rifiutato di ragionare in termini di vincitori e vinti. "Nessuno puo' dire di aver vinto o di aver perso. E' l'Europa che ha vinto. E l'Eurozona e' stata confortata e rinforzata. Era questo l'obiettivo del vertice", ha chiarito. Quale che sia il giudizio sull'esito del summit, suonano vere le parole del presidente della Commissione Ue Jose' Manuel Barroso: "In questi due giorni sono state prese misure impensabili solo fino a pochi mesi fa".
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