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ANSA
GENOVA - Due italiani che lavorano per un'impresa subappaltatrice dell'Ansaldo, che opera in Siria, sarebbero stati fermati mentre tentavano di lasciare il Paese. Erano diretti all'aeroporto di Damasco in una colonna di auto che portava altri italiani. L'episodio e' avvenuto martedi' scorso, riferisce Il Secolo XIX, informato da una persona tornata in Italia. L'auto dei due sarebbe stata fermata da uomini armati, mentre le altre hanno raggiunto l'aeroporto.
L'unita' di crisi della Farnesina "segue da vicino e sin dall'inizio la vicenda poco chiara" dei due italiani fermati in Siria in circostanze "ancora da definire". E' in contatto con i familiari e con l'impresa per cui lavorano i due, e segue la vicenda con tutti i canali diplomatici e, sul terreno, con l'ambasciata di Beirut.
La persona che ha informato Il Secolo XIX racconta: "Arrivati all'aeroporto di Damasco ci siamo accorti che mancavano due di noi. Pensavamo che avessero preso un'altra strada e speravamo di incontrarli piu' tardi, magari a Beirut, ma di loro non abbiamo piu' saputo niente".
L'uomo, che non ha voluto dire chi fosse, ha parlato di 'ribelli'' che avrebbero prelevato i due, ma non ha chiarito se avesse assistito all'azione che ha portato alla sparizione dei due connazionali. L'unica cosa certa e' che da martedi' non si ha piu' notizia dei due. Secondo quanto ricostruisce il quotidiano genovese, i due potrebbero lavorare per conto di Ansaldo Energia impegnata nella costruzione di una centrale elettrica a Deir Ali su incarico dell'ente elettrico statale siriano.
BAN INVIA SUO VICE PER PEACEKEEPING - Il segretario generale dell'Onu Ban Ki-Moon ha inviato in Siria il suo vice per le operazioni di pacekeeping per valutare la situazione, e il primo consigliere militare per guidare la missione degli osservatori "in queste fase critica".
ATTIVISTI: 180 I MORTI DI IERI, OGGI GIA' 11 - L'Osservatorio siriano per i diritti umani fornisce un bilancio di almeno 180 morti per la giornata di ieri, di cui 38 militari governativi, 14 ribelli e il resto civili. Dodici le vittime segnalate a Damasco, 17 nella provincia di Homs, 15 in quelle di Idlib, 14 in quella di Daraa e 10 in quella di Aleppo. Secondo i Comitati locali di coordinamento, oggi sono gia' 11 le persone uccise nelle violenze in tutta la Siria, di cui otto nel villaggio di Mastuma, nella provincia di Idlib. L'Osservatorio sottolinea che intensi bombardamenti sono ripresi oggi a Homs sui quartieri ribelli di al Khalidiya, al Qarabis e Jurat al Shayah.
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