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Aggiornato il: 04/10/2012 | autore ANSA

Siria, Turchia bombarda. Nato condanna Damasco

Ankara risponde a colpo mortaio che ha fatto 5 morti, e ora valuta azioni oltre confine. Riunione a Bruxelles: violata la legge internazionale. Usa: accanto ai nostri alleati turchi. Aleppo, due autobomba: 40 vittime


Siria, Turchia bombarda. Nato condanna Damasco

Venti di guerra fra Siria e Turchia: Ankara ha risposto questa sera bombardando a piu' riprese con l'artiglieria a 'obiettivi siriani'' lungo il confine a un colpo di mortaio sparato in zona dal territorio siriano - dove sono in corso combattimenti fra forze governative di Damasco e ribelli - e caduto nel pomeriggio nella cittadina turca di Akcakale, con un bilancio di cinque morti e numerosi feriti.

La tensione si e' fatta altissima fra i due vicini mediorientali dopo mesi di improvvise impennate e di periodi di relativa calma. Mai come ora i due Paesi sono vicini ad un conflitto dalle conseguenze imprevedibili per tutta la regione.

E nelle prossime ore il parlamento turco si riunira' per valutare l'autorizzazione al governo a ordinare incursioni e ulteriori azioni militari, anche all'interno del territorio siriano, a ridosso della frontiera comune.

Una riunione urgente della Nato si e' svolta intanto nella notte a Bruxelles su richiesta della Turchia dopo un colloquio telefonico fra il ministro degli Esteri Ahmet Davutoglu e il segretario dell'Alleanza Anders Fogh Rasmussen. La riunione del Consiglio Atlantico, convocata in base all'articolo 4 del Trattato (che prevede l'obbligo di consultazioni tra alleati su richiesta di uno Stato membro che si senta minacciato dall'esterno), e' sfociata in una dichiarazione di piena solidarieta' ad Ankara e in un duro avvertimento a Damasco: con l'intimazione a un stop ''immediato'' di quelli che vengono definiti ''atti aggressivi contro un alleato''. Da Washington, hanno fatto eco la Casa Bianca e il Dipartimento di Stato, assicurando che gli Stati Uniti sono al fianco della Turchia e cogliendo la palla al balzo per sollecitare le altre potenze a spingere ora davvero per l'uscita di scena del regime di Bashar al-Assad. Nessuno ha tuttavia fatto riferimento a interventi militari internazionali, anche se il Pentagono ha usato toni pesantissimi, parlando degli ultimi incidenti come di un nuovo esempio del ''comportamento depravato'' di Damasco.

ANCORA VITTIME AD ALEPPO - Una serie di autobomba scagliate contro i palazzi simbolo del regime. L'attacco kamikaze di stamane al cuore di Aleppo ha lasciato sul terreno 40 morti, la maggior parte dei quali, secondo le prime informazioni, militari. La prima autobomba ha infatti raso al suolo il circolo degli ufficiali dell'esercito ed e' stata seguita da una raffica di esplosioni che ha colpito la centralissima piazza Saadallah Jabiri. Il bilancio provvisorio e' di 40 morti e decine di feriti, secondo gli attivisti, 31 vittime, invece, secondo il governo siriano. Gli attentati sono stati seguiti da scontri a fuoco tra ribelli e forze governative e dal lancio di mortai da parte dei primi contro le postazioni dei secondi asserragliati nei locali del vicino Suq al Hal.

Tre, quattro o addirittura cinque, secondo le diverse fonti, sono le autobomba guidate da altrettanti attentatori suicidi, esplose in sequenza attorno alle 7:30 locali (le 6:30 in Italia) in piazza Saadallah Jabiri, che collega la zona degli antichi mercati con la parte moderna della piu' popolosa citta' della Siria. L'agenzia ufficiale Sana parla di tre autobomba, di cui solo due sono state letali, esplose tra il lato orientale della piazza e l'angolo con un noto albergo della citta', ma non precisa dei 31 uccisi quanti siano civili e quanti militari. Fonti mediche, citate dall'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus), riferiscono invece di 40 uccisi e di decine di feriti, ricoverati all'ospedale al Razi. Si tratta, affermano, di militari e miliziani governativi.

L'Ondus conferma la notizia del successivo attacco di mortai da parte dei ribelli contro le postazioni dell'esercito fedeli al presidente Bashar al Assad e contro la sede della Sicurezza politica, una delle quattro agenzie di repressione del regime. L'Ondus parla di una quarta autobomba esplosa poco lontano la piazza, vicino alla Camera di Commercio a Bab Janin, che avrebbe causato l'uccisione di almeno una persona. L'agenzia Sana e i residenti mostrano su Internet foto e video degli edifici di piazza Jabiri sventrati dalle esplosioni e affermano che e' andato distrutto l'antico caffe' Juha, all'angolo con via Shukri Quwatli.

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