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Aggiornato il: 28/11/2012 | autore ANSA

Tornado sull'Ilva, un disperso e decine feriti

Protezione civile: 'Tutti impianti in sicurezza'. Clini: irresponsabile lasciare 20 mila famiglie senza reddito. Fornero: 'Non mandare al macero posti lavoro'. Presidi a Genova e Novi ligure


Tornado sull'Ilva, un disperso e decine feriti

TARANTO - "Il primo dato che mi sento di confermare ed attraverso il quale possiamo rassicurare la cittadinanza, e' che tutti gli impianti e i siti industriali dello stabilimento Ilva sono al momento in sicurezza. I feriti sono 38, dei quali nove bambini di una scuola di Statte. Risulta al momento un uomo disperso". Lo dice l'assessore alla Protezione civile, Fabiano Amati. "Le condizioni meteoclimatiche sono al momento nettamente migliorate - assicura Amati - ma lo scenario delineato si presenta importante sotto il profilo dei danni, rispetto ai quali pero' non abbiamo ancora stime dettagliate poiche' il nostro protocollo ci impone di eliminare prioritariamente ogni margine di rischio legato alla incolumita' dei cittadini e alla sicurezza degli impianti industriali".

L'assessore conferma che sono in tutto 38 i feriti coinvolti: nove bambini di una scuola di Statte, dei quali cinque curati nell'ospedale Moscati di Taranto e altri quattro nell'ospedale di Martina Franca, tutti con lievi ferite ad eccezione di uno che e' stato sottoposto ad ulteriori accertamenti diagnostici; sette le persone ricoverate nell'ospedale tarantino 'Santissima Annunziata' di Taranto, tre delle quali risultano 'politraumatizzate'; due persone (un operaio Ilva e uno dell'Enel) ferite sono ricoverate a Martina Franca; venti operai Ilva sono stati curati all'interno dell'infermeria dello stesso stabilimento siderurgico.

La Capitaneria di porto di Taranto ha sospeso all'imbrunire le ricerche dell'operaio 29enne dell'Ilva precipitato in mare durante la tromba d'aria. L'oscurita' e le cattive condizioni meteorologiche hanno comportato lo stop; le ricerche riprenderanno domani mattina. L'operaio era al lavoro nell'area del terzo sporgente del porto quando la gru che stava manovrando e' caduta in mare.

Una tromba d'aria e un fulmine si sono abbattuti questa mattina sull'Ilva di Taranto. Il fulmine ha colpito il camino delle batterie 1 e 2 e sono caduti diversi quintali di cemento. L'Ilva sottolinea che "non c'e' stato alcun incendio". "Le fiamme visibili dall'esterno sono relative agli sfoghi di sicurezza provocati dalle candele di sicurezza degli impianti".

Tutte le emissioni dell'azienda - viene reso noto in un comunicato - sono sotto controllo. Il fulmine caduto su una delle ciminiere ha toccato due tralicci dell'alta tensione. Attualmente e' bloccata la linea ferroviaria Bari-Taranto e i passeggeri di un treno sono in attesa di trasbordo su autobus per raggiungere Taranto. I feriti provocati dalla tromba d'aria sarebbero una ventina. La tromba d'aria che si e' abbattuta sull'Ilva ha provocato il crollo di un capannone all'imbarco prodotti e della torre faro, e' crollato anche il camino delle batterie uno e tre. Lo rende noto l'Ilva in una nota nella quale afferma che "al momento non si hanno notizie di infortuni" e che "non c'e' evacuazione".

"Nessun superamento dei limiti inquinanti" in seguito al fortunale che ha colpito stamani l'Ilva di Taranto e' stato registrato dalle cinque centraline dell 'Arpa Puglia (quattro nel capoluogo e una nel contiguo comune di Statte) che monitorano la qualita' dell'aria. Lo ha detto all'ANSA il direttore del Dipartimento di Taranto dell'Agenzia regionale prevenzione e protezione ambiente, Maria Spartera. Un sopralluogo fatto dalla stessa dirigente nel Siderurgico ha accertato che nessun danno di particolare rilevanza e' stato registrato dagli impianti e dalla 'rete gas'. I tecnici dell'Arpa hanno richiesto l'intervento di operai di ditte specializzate per la rimozione di numerose tettoie in eternit disperse all'esterno dello stabilimento, in particolare sulla statale 106.

ALTA TENSIONE ANCHE A GENOVA E NOVI LIGURE - Hanno dormito sui tavoli della mensa per qualche ora, dopo aver cenato con quello che le famiglie sono riuscite a far arrivare in azienda. E' trascorsa tra parole e sonno la prima notte degli operai nello stabilimento Ilva di Genova occupato da ieri con un'assemblea permanente. In tutto, sono rimasti a dormire in azienda 200 lavoratori. "Il morale e' alto - ha detto un delegato Fiom - siamo determinati a lottare. Sentiamo tutto il peso shoccante dell'annunciata chiusura". Assemblee per ogni turno di lavoro all'Ilva di Novi Ligure. I suoi 800 dipendenti, che lavorano a freddo il materiale proveniente dallo stabilimento pugliese del gruppo, guardano con il fiato sospeso alle sorti dei colleghi di Taranto e si preparano, con due pullman, a partecipare alla manifestazione in programma domani a Roma in concomitanza con l'incontro sindacati-governo. "C'e' grande tensione, anche per quello che e' accaduto stamattina a causa del maltempo", commenta Moreno Vacchina, Rsu Cisl. "Con l'annunciato decreto del ministro Clini - aggiunge - si apre uno spiraglio, ma la strada e' ancora lunga".

ANNULLATA MANIFESTAZIONE DI DOMANI A ROMA - L'operaio disperso, le 38 persone ferite e i gravi danni materiali provocati dalla tromba d'aria hanno indotto i sindacati Fim, Fiom e Uilm a confermare per domani lo sciopero di 8 ore in tutto il gruppo Riva e ad annullare la manifestazione prevista a Roma, mantenendo un presidio sotto la Presidenza del Consiglio. Anche l'Unione sindacale di base (Usb) ha deciso di rinviare la manifestazione prevista per domani nella capitale.

CARD. BAGNASCO, INTERVENIRE VELOCEMENTE - "Bisogna che si intervenga velocemente e in modo equo affinche' con il tempo e le risorse necessarie si possa risanare quello che e' necessario per la salute di tutti e nello stesso tempo mantenere il lavoro per migliaia di famiglie". Lo ha detto l'arcivescovo di Genova e presidente della Cei, Angelo Bagnasco, parlando del caso Ilva.

CLINI: IRRESPONSABILE LASCIARE SENZA REDDITO 20.000 FAMIGLIE  "La chiusura dell'Ilva di Taranto ha effetti sociali enormi: e' da irresponsabili, in questo momento, lasciare senza reddito 20.000 famiglie, per la maggior parte nel sud d'Italia". Cosi' il ministro Corrado Clini in Aula a Montecitorio nell'informativa del governo sulla questione Ilva.

Il provvedimento al quale si sta lavorando "dovrebbe consentire all'Ilva di mettere in pratica le indicazioni dell'Autorizzazione integrata ambientale (Aia) superando il blocco che si e' venuto a creare dopo il sequestro degli impianti dell'area a freddo di due giorni fa", ha detto a Unomattinail ministro dell'Ambiente Corrado Clini. "Le misure indicate dall'Aia consentono di assicurare continuita' produttiva e di diminuire in maniera drastica i rischi per la salute e per l'ambiente".

Secondo Clini, "la strada maestra e' rendere possibile interventi che l'Ilva deve effettuare per rispettare le prescrizioni dell'Aia del 26 ottobre scorso. Che fanno riferimento alle migliori tecnologie oggi disponibili, indicate dall'Ue. Tali tecnologie dovrebbero essere impiegate a partire dal 2016 ma nell'Aia si dice che devono partire subito, anticipando di 4 anni il termine, al fine di garantire la protezione dell'ambiente e della salute".

"Se l'Ilva di Taranto viene chiusa, quello stabilimento viene abbandonato: i vantaggi per l'ambiente sono zero mentre i rischi per la salute sono altissimi", ha affermato Clini aggiungendo: "come indica chiaramente l'Unione europea la strategia di risanamento ambientale degli impianti industriali avviene attraverso il loro risanamento non la chiusura".

"Non ho mai attaccato i magistrati e dal marzo 2012 quando ho riaperto la procedura per l'Aia ho sempre richiamato il rispetto della legge che prevede che sia il ministro dell'Ambiente a stabilire le modalita' con le quali un impianto industriale debba essere esercito in modo tale da salvaguardare la salute e l'ambiente".

"Con quella operazione la magistratura di fatto ha creato le condizioni per la chiusura degli impianti, ovvero le condizioni per rendere impossibile l'attuazione del Piano di risanamento del governo", ha detto Clini a 'La Telefonata' in onda su Canale 5.  "Non c'e' bisogno" di un commissario di governo, ha aggiunto. "Vogliamo riportare la gestione di tutto quello che riguarda l'Ilva nella legge - spiega Clini - Il governo vuole l'applicazione della legge, altrimenti sarebbe un'emergenza seria da un punto di vista istituzionale che non riguarda solo l'Ilva".

"In maniera molto trasparente e pubblica - ha detto Clini, - anche alla presenza del procuratore capo di Taranto, recentemente ho sottolineato che non c'e' bisogno di supplenza da parte della magistratura quando le amministrazioni fanno il loro dovere". Il ministro Clini ha poi sottolineato che, al contrario di quanto riportato da un quotidiano oggi, quando era direttore generale del ministero dell'Ambiente non ha firmato la precedente Aia. "L'autorizzazione integrata ambientale precedente fu rilasciata il 4 agosto 2011 dall'allora ministro Stefania Prestigiacomo e fu preparata dal direttore generale competente che non ero io. Queste affermazioni sono false, cosi' come quella fatta circolare appena si apri' la vertenza quest'estate secondo la quale un dirigente dell'Ilva avrebbe detto al telefono che io ero un uomo dell'Ilva. Sono provocazioni disperate che cercano di impedirmi di lavorare, ma se lo possono scordare".

"Dobbiamo fare in modo che in questo stabilimento, senza che chiuda, ci sia il recupero delle condizioni ambientali compatibili con la salute e non si mandino al macero 20.000 posti di lavoro". Cosi' il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, sull'Ilva. "Non possiamo permettercelo e non e' accettabile per queste persone". "Dobbiamo salvare il loro lavoro e la loro salute", ha detto Fornero, rispondendo ad una domanda di Giovanni Floris durante la presentazione del libro 'Contro i papa'' di Antonio Polito. La situazione dell'Ilva "mi preoccupa e molto", ha aggiunto. "Dobbiamo preoccuparci del lavoro di queste 20 mila persone e dobbiamo preoccuparci della loro salute. Non l'uno o l'altro", ha insistito il ministro, che a proposito della tromba d'aria che si e' abbattuta sulla citta' di Taranto e sullo stabilimento dell'Ilva ha detto: "Oggi anche la natura sembra si accanisca". Fornero ha anche sottolineato che "questo governo si e' trovato a fare i conti con molte eredita' negative", rispondendo alla domanda se la "preoccupa essere ministro del Lavoro in un Paese in cui succede quello che sta succedendo a Taranto".

3Commento
28 nov 2012, 11.50
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Finalmente si sono decisi i signori del governo !

Ormai questo non é più uno stato di diritto.

Il golpe é compiuto.

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