+++ AGGIORNA E SOSTITUISCE SERVIZIO DELLE 18.42 +++ (ANSA) - DETROIT, 3 NOV - Le vendite Chrysler continuano a soffrire negli Usa, anche se una luce in fondo al tunnel sembra intravedersi. In ottobre le vendite si sono contratte del 30% rispetto al 2008, avanzando pero' del 6% rispetto a settembre, mese ancora 'drogato' dagli incentivi alla rottamazione. Per invertire il trend in atto e rilanciare la piu' piccola delle sorelle di Detroit, l'amministratore delegato Sergio Marchionne presentera' domani l'atteso piano industriale e finanziario fino al 2014. Secondo indiscrezioni raccolte dall'agenzia Bloomberg, il piano di rilancio prevedera' il raggiungimento del break even nel 2010 e il ritorno all'utile nel 2011. Nelle scorse settimane lo stesso Marchionne aveva previsto per Chrysler un ritorno all'utile operativo in 24 mesi. La presentazione avra' luogo ad Auburn Hills, davanti a una nutrita platea di analisti e giornalisti: la road map del rilancio, che si basera' - secondo indiscrezioni - prevalentemente sui modelli Fiat, arriva a quattro mesi dall'uscita dalla bancarotta di Chrysler. La perfomance delel vendite della casa automobilistica americana si contrappone a quella delle due rivali statunitensi: Ford ha chiuso ottobre con vendite in progresso del 3,1% su base annua mentre General Motors ha segnato un +4,1%, il primo aumento da gennaio 2008. Intorno al piano messo a punto da Marchionne l'attenzione e' alta. Secondo le indiscrezioni riportate dalla stampa il marchio Jeep potrebbe rimanere l'unico internazionale, mentre la Fiat 500 prodotta in Messico e' attesa sul mercato statunitense per la fine del 2011 mentre per lo sbarco dell'Alfa Romeo bisognera' attendere il 2012. Gli analisti ritengono che la vera sfida di Marchionne sara' quella di mantenere a galla Chrysler fino a quando i nuovi modelli e l'alleanza decolleranno defitivamente. La Fiat controlla il 20% di Chrylser e puo' salire fino al 35% con il raggiungimento di determinati obiettivi. Una volta che la casa statunitense avra' ripagato il prestito ottenuto dal Tesoro, il Lingotto potra' salire al 51%. Il piano di rilancio targato Fiat arriva mentre uno studio della corte dei conti americana (Government Accountability Office, Gao) mette in dubbio che il Tesoro riuscira' mai a recuperare tutti o quasi i soldi investiti in General Motors e Chrysler per evitare il loro tracollo, e Deutsche Bank ritiene - riporta il Detroit News - che l'alleanza Fiat-Chrysler, come tutte le fusioni e acquisizioni nell'industria automobilistica, impieghera' diversi anni per dare i propri frutti. Chrysler e Fiat - riporta il Detroit News citando uno studio condotto da Deutsche Bank - producono veicoli che hanno poco in comune e questo rende difficile armonizzare i prodotti, l'acquisto dei componenti e la produzione stessa. Quasi tutte le fusioni e acquisizioni nel settore automobilistico impiegano "un decennio" a dare completamente i loro frutti: "Dubitiamo che Chryserl-Fiat possa muoversi piu' velocemente". Deutsche Bank ritiene pero' che l'alleanza presenti anche dei lati positivi, legati alle differenze geografiche che offrono un mercato potenziale. Chrysler, infatti, realizza il 90% delle propri vendite in Nord America mentre Fiat e' forte in Europa e ha una quota di mercato del 25% in Brasile. I contribuenti americani - afferma il Gao - probabilmente non recupereranno mai tutto o quasi dei 67 miliardi di dollari che il Tesoro statunitense ha accordato a General Motors e Chrysler nell'ultimo anno per evitare il loro collasso. Gm e Chrysler dovrebbero arrivare a valere complessivamente 121,7 miliardi di dollari, o il 30% in piu' del loro valore un decennio fa, per far si' che il Tesoro raggiunga il break-even sul proprio investimento. "E' improbabile che il Tesoro recuperi interamente i propri investimenti in Chrysler e Gm, dato che per far si' che questo accada le due societa' dovrebbero crescere sostanzialmente al di sopra di quello che sono state nel passato" afferma il Gao, esprimendo perplessita' in merito al progetto dell'amministrazione Obama di smantellare la task force creata per supervisionare la ristrutturazione di Detroit. Senza questa - ad avviso del Gao - il governo si troverebbe a corto di esperienza per tutelare i propri interessi nelle due societa' e per determinare quando e come disinvestire. (ANSA).