(di Paola Barbetti) (ANSA) - ROMA, 6 NOV - Insorgono compagnie aeree e consumatori, che annunciano ricorsi al Tar, contro l'aumento delle tariffe aeroportuali a partire da gennaio 2010. L'adeguamento tariffario, stabilito con decreto interministeriale sul quale mancherebbe pero' la firma del ministro dell'Economia Giulio Tremonti, ha ricevuto oggi il via libera del Cipe, dal quale dovra' ripassare a dicembre per l' ok operativo. Il passaggio al Cipe sarebbe stato richiesto dallo stesso Tremonti: anche in passato il ministro ha voluto vederci chiaro in ordine a regimi tariffarie che pesano sulle tasche dei cittadini, come autostrade e ferrovie. L'aumento delle tariffe aeroportuali, fino ad un massimo di 3 euro per passeggero, e' concesso, spiega Palazzo Chigi, "alle sole societa' aeroportuali che effettuano investimenti autofinanziati ed autorizzati dall'Enac", sottolineando in una nota "l'importanza dell'approvazione della modifica alla direttiva in materia di tariffe aeroportuali, varata oggi dal Cipe". Un aumento "finalizzato all'avvio di investimenti per il potenziamento e l'ammodernamento degli scali". Se, entro 18 mesi pero' le societa' aeroportuali non sottoscrivono contratti di programma per i nuovi investimenti, "l'aumento tariffario decade" puntualizza la nota di Palazzo Chigi. Soddisfatta l'associazione degli aeroporti presieduta da Fabrizio Palenzona, in quanto la rimodulazione tariffaria, "direttamente collegata agli investimenti rende possibile l'attivazione di risorse di cui il prolungato congelamento tariffario e quindi il gap negativo rispetto alla concorrenza europea aveva privato per oltre dieci anni gli scali aeroportuali del Paese". Gli aumenti sui diritti di imbarco, scaglionati su tre categorie di scali, valgono un euro in piu' a passeggero negli aeroporti fino a 5 milioni di utenti, due euro fino a 10 milioni, tre euro negli aeroporti oltre i 10 milioni di passeggeri, come Malpensa e Fiumicino che, dall'adeguamento dovrebbe incassare circa 105 milioni. Annunciando ricorsi al Tar le associazioni dei consumatori parlano di "rincari vergognosi che addossano sui consumatori l'ennesima stangata, pari ad almeno 50-60 euro in media annui, peraltro in una fase caratterizzata dalla peggiore crisi che le compagnie aeree abbiano mai conosciuto". Concordano le associazioni dei vettori Assaereo e Ibar. "A fronte di una calo della domanda - dice Assaereo - tutta l'industria aereo dovrebbe adeguarsi per migliorare i servizi. Invece gli scali, monopoli naturali, risolvono il problema aumentando i costi. E non e' vero che le tariffe italiane sono piu' basse, anzi. Invece i servizi sono piu' scadenti". La low cost easyJet fa sapere di "non ritenere giusto riversare questo onere sui nostri passeggeri. E' inammissibile che un servizio indispensabile come il trasporto aereo e chi lo utilizza vengano penalizzati cosi'". Il 12 novembre l'Enac ha convocato i gestori per l'esame delle anticipazioni tariffarie ottenute, "legate alla validazione da parte dell'Enac dei piani di investimento". Assaereo chiedera' di parteciparvi. (ANSA).