(ANSA) - ROMA, 16 NOV - Via libera all'aumento di capitale da 4 miliardi di euro di Unicredit. Il semaforo verde arriva, fra le rimostranze di diversi piccoli azionisti, dall'assemblea dei soci di Piazza Cordusio, e consentira' alla banca di varare una ricapitalizzazione che le consentira' di "colmare il divario con i principali concorrenti a livello europeo", anche in vista della revisione delle norme di Basilea 2, che richiederanno requisiti di capitale piu' stringenti che in passato. E' lo stesso amministratore delegato, Alessandro Profumo, a spiegare nel dettaglio i contenuti dell'aumento di capitale: partira' a gennaio 2010, per concludersi nel successivo mese di febbraio, e consentira' di migliorare tutti i coefficienti di patrimonializzazione del gruppo, con il Core Tier 1 che salira' dal 7,55% all 8,39%, sopra la media dei concorrenti europei. Se per il presidente Dieter Rampl, "e' essenziale un piu' forte livello di capitalizzazione per tutelare la banca da un possibile ritorno di turbolenze finanziarie e per essere preparati a possibili cambiamenti sul piano regolamentare", Profumo e' ancora piu' chiaro nello spiegare i motivi alla base dell'aumento: tener conto delle 'richieste' di una maggiore capitalizzazione che arriveranno dalle autorita' di Vigilanza e dalle agenzie di rating, ma anche del quadro economico mondiale, che "mostra un miglioramento delle condizioni generali", ma "continua a rimanere soggetto ad incertezza diffusa". Lo stesso Profumo ha spiegato di avere quasi 3,4 milioni di azioni Unicredit (per un valore di circa 8,7 milioni di euro), annunciando la sua adesione all'aumento di capitale. Insieme all'ok dei soci alla ricapitalizzazione, Unicredit, ha spiegato l'a.d., ha incassato anche il via libera dell'Antitrust alla richiesta di proroga della cessione della quota detenuta in Generali, che ora slitta al 30 giugno dell'anno prossimo. Piazza Cordusio detiene il 3,24% del Leone, che rimarra' senza diritti di voto fino alla cessione, e se ne deve liberare nell'ambito degli impegni proposti all'Antitrust in occasione dell'acquisizione di Capitalia del 2007. Rispondendo alle domande degli azionisti, Profumo ha spiegato che "il petitum", la richiesta di danni formulata nella causa relativa a Federconsorzi "e' di soli 78 milioni di euro, e non 2,2 miliardi di euro come erroneamente riportato da alcuni organi di stampa". Allo stesso tempo, l'esposizione del gruppo nei confronti delle principali banche centrali del mondo e' di poco inferiore ai nove miliardi di euro: "l'esposizione verso la Bce - ha spiegato Profumo "e' pari a 4,5 miliardi di euro, quella nei confronti della statunitense Federal Reserve e' pari a 6,6 miliardi di dollari, circa 4,4 miliardi di euro". Smentendo categoricamente le indiscrezioni su nuovi esuberi, Profumo ha poi indicato in 22,4 miliardi di euro le "attivita' riclassificate, quasi interamente incluse nella voce crediti, di cui 7,9 miliardi di prodotti strutturati". Bocche cucite, invece, sui crediti vantati nei confronti di Italpetroli, azionista di controllo della As Roma. La domanda rivoltagli da un azionista "non e' pertinente all'assemblea. E il gruppo e' tenuto alla riservatezza", ha detto Profumo.(ANSA).