(Di Nicola Capodanno) (ANSA) - MILANO, 16 NOV - L'era Zunino tramonta su Risanamento. Dopo il via libera del Tribunale al piano di ristrutturazione il gruppo immobiliare presieduto da Vincenzo Mariconda incassa un altro si'. E' quello dell'assemblea degli azionisti, che ha rinnovato il consiglio d'amministrazione e si appresta ora ad affidare il timone a Claudio Calabi, amministratore delegato uscente de 'Il Sole24Ore', in occasione della prossima riunione d'insediamento del Cda (mercoledi' e giovedi'). L'incontro con i soci si e' tenuto nel quartier generale di Risanamento a Santa Giulia, e' durato circa due ore e mezza ed ha registrato l'assenza del fondatore, Luigi Zunino, rappresentato in sala da uno dei tre liquidatori della sua galassia, Matteo Tamburini, detentrice di oltre il 73% del capitale. Il Cda di Risanamento, che restera' in carica per tre esercizi, risulta ora composto da dieci consiglieri, tra cui Mariconda (confermato presidente) e Mario Massari, entrambi in Cda dalla scorsa estate. Entrano poi Calabi, Massimo Mattera (ex Sanpaolo Imi), gli avvocati Carlo Pavesi e Luca Arnaboldi dello studio Carnelutti, il commercialista Tamburini dello studio Gnudi, Alessandro Cortesi, Anna Maria Ruffo e Ciro Piero Cornelli. Parlando di Zunino, Mariconda, ha ricordato il consapevole passo indietro fatto dall'immobiliarista in seguito alla richiesta di fallimento avanzata dalla Procura di Milano. "Il cavaliere - ha detto - ha compreso che l'impresa aveva bisogno di un cambiamento nell'azionariato oltre che ad un fabbisogno finanziario". Al tempo stesso il presidente ha ricordato che Risanamento non e' coinvolta nell'inchiesta di MonteCity, che ha portato agli arresti l'imprenditore Giuseppe Grossi. L'unica indagine emersa e' quella "per appropriazione indebita in relazione a una consulenza su Cascina Rubina" che ha coinvolto proprio Zunino. "Finora non e' uscito mai nulla che sia in qualche misura coinvolgente", ha detto l'ex magistrato. Il tema Zunino e' stato affrontato poi in vista dell'aumento di capitale che partira' a gennaio (a inizio anno l'assemblea per il via libera). Dopo la ricapitalizzazione da 130 milioni di euro infatti l'ormai ex patron del gruppo scendera' dal 73% attuale al 32,9% mentre le banche creditrici che hanno aderito all'accordo di ristrutturazione (Intesa SanPaolo, UniCredit, Banco Popolare, Bpm e Mps) saliranno al 54,9 per cento. E in caso di perfezionamento del convertibile da 350 milioni di euro (in scadenza al 2014) il socio storico deterra' il 14,4% e le banche l'80,2 per cento. A prendere la parola e' stato anche Calabi che, senza sbilanciarsi, ha indicato: Risanamento "puo' iniziare ora a guardare con serenita' al lavoro che deve fare nei prossimi anni". Al tempo stesso il manager ha sottolineato che "e' prematuro parlare di vendita delle aree" di Sesto San Giovanni (ex Falck) e di Santa Giulia. A fargli da eco e' stato lo stesso Mariconda. "I progetti sono di Norman Foster per Santa Giulia e di Renzo Piano per l'Area Falck, ora vedremo se i costi sono tali da poter mantenere questi nomi, valuteremo". Il presidente, che dall'assemblea ha ottenuto il riconoscimento di un compenso pari a un milione di euro per il lavoro svolto finora (a Massari 300 mila), ha poi detto che gli "piacerebbe molto" che nell'ex centrale elettrica di Rogoredo possa in futuro sorgere la nuova cittadella giudiziaria di Milano. (ANSA).