(ANSA) - MILANO, 23 NOV - Telecom fara' il punto sul piano industriale a febbraio mentre fra 10 giorni un consiglio di amministrazione definito dal presidente Gabriele Galateri "ordinario" si riunira' per un aggiornamento sull'andamento dell'azienda" e sul tavolo potrebbe finire anche il tema dell'Argentina. All'ordine del giorno "il 2 dicembre ci saranno - spiega Galateri - alcune questioni che riguardano la presenza internazionale di Telecom". Secondo quanto anticipato dall'Asati, l'associazione dei piccoli azionisti che oggi e' tornata a puntare il dito contro la vendita di Hansenet, nella riunione si parlera' della cessione della quota in Telecom Argentina, imposta dall'Antitrust del paese Sudamericano. "Il piano industriale di Telecom sara' affrontato da un consiglio di amministrazione in programma a febbraio", ha anticipato il presidente del gruppo di tlc, riferendosi aggiornamenti al piano che il board valuta dopo la chiusura dell'anno. Intanto sul tema della Rete il vice ministro allo Sviluppo Economico con delega alle comunicazioni, Paolo Romani, conferma che c'e' stata una riunione con i rappresentanti di Mediaset la settimana scorsa. "Un incontro riservato" e per questo il vice ministro non vuole entrare nel merito degli argomenti trattati. "Vedo tutti, non c'e' nessuno scandalo - spiega all'ANSA, a Milano -. Quell'incontro ha creato notizia ma ho parlato con Mediaset come un domani parlero' con Telecom e con altri". "La Rete di Telecom e' largamente insufficiente - punta il dito Romani - e soffre di scarsi investimenti". Per portare Internet veloce in tutta Italia occorre lo sblocco dei finanziamenti da parte del Cipe, circa 800 milioni di euro. "Il Comitato potrebbe cominciare con lo stanziare qualche tranche inferiore" interviene Galateri, oggi a Udine in qualita' di delegato di Confindustria, mentre sui nuovi investimenti di Telecom rimanda tutto a febbraio nell'ambito della revisione del piano. "Chiusa la prima fase faremo la societa' della rete: i soldi non sono un problema" riprende Romani ricordando che "Cassa Depositi e Prestiti ha 100 miliardi e passa da investire e ci sono anche altri soggetti". Non ultimo "il Governo ha intenzione di fare la sua parte". Sara' necessario, secondo il viceministro, un investimento tra i 6 e i 10 miliardi di euro. "Nessuno scorporo - ribadisce Romani - ma una newco su cui intervengono i grandi player (Telecom, Vodafone, Fastweb) ma anche Poste e Ferrovie e altri soggetti inseriti nel sistema infrastrutturale". Dando uno sguardo a monte in Telco, la holding che controlla il 24,5% circa di Telecom, dopo l'uscita di Sintonia non e' previsto l'ingresso di nuovi soci nella compagine. "Non credo che ci sia l'intenzione di sostituzioni" - ha detto l'ad di Generali, Giovanni Perissinotto, escludendo inoltre una nuova svalutazione della quota in portafoglio.(ANSA).