(ANSA) - ROMA, 23 NOV - Nuovo colpo messo a segno dall'Eni in Africa. Il "Cane a sei zampe" si e' aggiudicato il 50% detenuto da Heritage di due blocchi petroliferi nella zona del lago Albert, in Uganda, per 1,35 miliardi di dollari (un conguaglio di circa 150 milioni di dollari potra' essere corrisposto in contanti o asset se si verificheranno alcune condizioni contrattuali minori). Un'acquisizione che conferma l'attenzione dell'Eni per il continente: "Siamo i primi produttori in Africa - conferma l'amministratore delegato, Paolo Scaroni - e dopo questa acquisizione raggiungeremo quota 500 mila barili al giorno di produzione solo dall'Africa subsahariana, escludendo quindi Algeria, Libia e Egitto". Una fetta piuttosto importante della produzione Eni, pari a circa il 25% del totale della multinazionale italiana. L'operazione, spiega infatti la societa', "si inquadra nella strategia di crescita nel continente africano e nella regione subsahariana in particolare, dove Eni e' impegnata con le sue persone, capacita' e tecnologie in un'ottica di sviluppo sostenibile. In tal senso Eni guarda all'Uganda, Paese la cui crescita economica e' frutto di politiche efficaci, come partner ideale per la realizzazione di programmi di cooperazione a sostegno". I due blocchi acquisiti sono situati nel bacino del lago Albert, uno dei piu' importanti bacini sedimentari dell'Africa, e contengono risorse per oltre 1 miliardo di barili di petrolio equivalente, di cui approssimativamente 700 milioni gia' scoperti da circa 30 pozzi perforati nell'area. "E' uno di quei "giant project" che tutti i grandi gruppi cercano", commenta Scaroni, che snocciola anche i risultati attesi dall'operazione: una produzione che partira' dal 2014 e che raggiungera' quota 50 mila barili al giorno, a pieno regime, dal 2016-2017; un costo piuttosto basso, pari a circa 5-6 dollari al barile; e la possibilita' di generare in tempi brevi "cassa, che contribuira' agli investimenti futuri', ha garantito il numero uno dell'Eni. E con ottime prospettive anche per il futuro: l'Uganda e' attualmente la provincia mineraria onshore di maggiore interesse in Africa, e la zona del lago Albert in particolare "e' ancora largamente inesplorata, e' una nuova frontiera per gli idrocarburi - ha detto Scaroni - con blocchi, anche sul versante dell'ex-Zaire, che potrebbero riservare ulteriori sorprese piacevoli". Sempre per quanto riguarda l'Uganda, Scaroni ha infine chiarito che Eni "non e' interessata a entrare nella data room" aperta da Tollow Oil per la cessione di alcuni asset nel Paese. "Credo - ha spiegato Scaroni - che Tullow trovera' un compratore nei prossimi mesi, perche' lo stanno cercando attivamente. Ma noi - ha concluso - preferiamo concentrarci sui progetti dove abbiamo l'operatorship, ovvero la gestione e la responsabilita' delle operazioni".(ANSA).