(ANSA) - MILANO, 23 NOV - "Le Fondazioni bancarie si muovono tra Scilla e Cariddi (cioe' il pubblico e il privato, ndr) e sono ancora alla ricerca del ruolo istituzionale loro proprio", ha detto sottolineando come gli enti, che dovrebbero essere indipendenti dal pubblico e agire con logiche diverse del privato, siano a rischio di essere condizionate o attratte nell'area dell'uno o dell'altro. Zagrebelsky ha ricordato due recenti sentenze, della Corte di Giustizia europea e della Cassazione, secondo le quali "la natura di queste fondazioni dipende dal rapporto che hanno con un'impresa commerciale: se c'e' un rapporto di controllo significa che sono attratte da attivita' private a fini lucrativi". "Il progetto di Andreatta - ha spiegato Zagrebelski - era questo: le fondazioni di origine bancaria dispongono di un rilevantissimo capitale ma questo capitale non deve essere gestito per politiche finanziarie ma dev'essere gestito nella logica in cui si gestisce il capitale delle fondazioni. Cioe' - ha proseguito - secondo criteri prudenziali pensando che la finalita' del capitale e' riuscire a riscuotere dividendi nel modo piu' sicuro per fare fronte nel modo migliore alla loro attivita' primaria che e' quella filantropica". "Oggi - ha concluso -, mi permetto di dire, non e' ancora cosi'". Zagrebelsky ha anche criticato la Fondazione Mps per il fatto di essere "controllata da enti locali". "La legge non puo' fare una certa cosa, cioe' pubblicizzare questi enti, per ragioni costituzionali. E quello che non puo' fare la legge lo puo' fare l'autonomia privata, l'autonomia delle fondazioni?", si e' domandato facendo riferimento allo statuto della Fondazione Mps. In una pausa dei lavori, conversando con Giuseppe Guzzetti presidente dell'Acri, Zagrebelsky si e' anche lasciato andare a una confidenza: "se la situazione delle fondazioni bancarie fosse stata allora quella che e' oggi - ha detto al presidente dell'Acri - non so se avremmo fatto quella sentenza".(ANSA).