(ANSA) - MILANO, 23 NOV - "Il cordone ombelicale tra le fondazioni e le banche si e' rotto". Giuseppe Guzzetti, presidente dell'Acri, l'Associazione delle fondazioni di origine bancaria, replica cosi' nel suo intervento al secondo workshop sulle fondazioni organizzato dall'Universita' Cattolica agli appunti mossi da Gustavo Zagrebelsky, presidente emerito della Corte Costituzionale. La separazione tra enti e banche "e' un obiettivo che in questi anni e' stato largamente perseguito - ha spiegato Guzzetti - solo 18 fondazioni su 70 controllano le casse di risparmio di riferimento. Si tratta di singoli episodi di carattere locale e riguardano casse medie e piccole". In caso di cessione, ha aggiunto "queste casse sarebbero scomparse con effetti negativi per quei territori". Per quanto riguarda "i grandi gruppi bancari - ha proseguito - le fondazioni azioniste hanno quote di larghissima minoranza, anche sommandole tra loro. Nessuna e' legata da un patto di sindacato e nessuna ha il controllo di queste banche". In ogni caso, anche se volessero, per le grandi fondazioni non sarebbe facile alleggerire le proprie partecipazioni perche' "mancano soggetti in grado di investire e permettere cosi' alle fondazioni di diluire ulteriormente" le loro quote. Se questi soggetti esistessero "questo problema si porrebbe". "Nel momento in cui questo non c'e' e il mercato non esprime questa esigenza - ha pero' rilevato - la polemica del perche' le fondazioni stanno ancora nelle banche e' una polemica che non ci riguarda". Guzzetti ha sottolineato "il ruolo importante" delle fondazioni nella crisi nel corso della quale "hanno dimostrato di assolvere la funzione di azionisti istituzionali". "Nel pieno della crisi - ha spiegato - le fondazioni hanno sostenuto e stanno sostenendo aumenti di capitale per assicurare la stabilita' del sistema Paese". E in diversi casi "non hanno opposto difficolta' a non avere remunerazioni per rafforzare il capitale delle banche".(ANSA).