(ANSA) - ROMA, 25 NOV - Conto alla rovescia per il nuovo colosso italiano nel settore delle costruzioni: la fusione "entro l'anno" tra Todini e Salini che dara' vita al terzo gruppo italiano, dopo Impregilo e Astaldi. Dopo mesi di riserbo, l'annuncio e' arrivato da Luisa Todini, a margine di una tavola rotonda nell'ambito di 'Business International'. Insieme i due gruppi dovrebbero superare gli 1,2 miliardi di euro di fatturato, con 17 mila dipendenti presenti in una quarantina di paesi e un portafoglio ordini del valore di circa 8 miliardi. Nel 2008, il fatturato della produzione globale per Salini e' stato di 740 milioni, per Todini di 490. Le due societa' stanno ora discutendo l'assetto azionario del nuovo colosso; "e' il punto che stiamo definendo" ha detto Todini indicando che comunque avra' "i due azionisti presenti in maniera forte" in una compagine "aperta all'eventuale apporto di soci finanziari qualora rappresentino una opportunita' di crescita". L'integrazione, che ha gia' avuto il via libera' dell' Antitrust, dovrebbe procedere in due tappe: entro l'anno la cessione di una quota di maggioranza di Todini a Salini, la due diligence si sta concludendo. L'approdo in borsa della nuova societa' "non e' esclusa" ma non e' un traguardo nell'immediato, ha spiegato Luisa Todini. "Prima si cresce, e il processo di integrazione non sara' breve. Quotarsi in borsa significa comunque vendere parte della societa': bisogna scegliere il momento migliore e confezionare bene il prodotto". Vista la situazione attuale, il nuovo gruppo non intende correre rischi e preferisce puntare sui dati della ripersa e sull'opportunita' rappresentata dalla stagione delle grandi opere, messa in cantiere dal governo. Il nuovo colosso avra' 17 mila dipendenti in oltre 20 Paesi e il suo punto di forza sara' l'integrazione di due societa' "estremamente complementari: Salini e' molto presente all'estero, noi che siamo forti in Italia". Luisa Todini guida il gruppo fondato dal padre Franco (scomparso il 29 aprile del 2001) negli anni Cinquanta e da allora cresciuto sino all'attuale giro d'affari di quasi 500 milioni di euro l'anno, di cui il 42% all'estero. Un prossimo impegno comune potrebbe riguardare la costruzione di strade in Kazakistan ma gia' in Italia le due aziende condividono numerosi business, come nel caso della manifestazione d'interesse per la realizzazione della linea D della metropolitana di Roma.(ANSA).