(ANSA) - TORINO, 26 NOV - Facendo riferimento ai timori nati in lui sul futuro della Fiat, nel luglio del 2005, Gabetti ha poi sottolineato che era quello che "un terzo piu' pronto di noi a prendere un rischio sul successo del lavoro di Marchionne, e allettato allo stesso tempo dal livello, allora ancora basso della quotazione Fiat intorno ai 7 euro, avesse avuto il coraggio di lanciare un'Opa e portarci via la Fiat". "A titolo di esempio - ha spiegato - osservo che quell'ardimentoso avrebbe potuto riuscire nel suo intento sborsando una somma inferiore a 5 miliardi di euro con la quale si sarebbe saldamente impadronito di tutta la Fiat". Per il presidente d'onore di Exor "fummo semplicemente fortunati se cio' non accadde. Ma - ha ricordato - senza arrivare a tanto era apparso probabile che uno o piu' soggetti potessero prepararsi a spodestarci qualora fosse risultato evidente che eravamo rassegnati a ridurre la nostra posizione in Fiat al 22% contro il 28% delle banche". Ribadendo di aver contattato l'avvocato Grande Stevens nella seconda meta' di luglio per esaminare con ponderatezza se era possibile utilizzare, in qualche modo, l'equity swap esistente su Exor al fine di mantenere il controllo sulla Fiat, Gabetti ha detto che "Grande Stevens si riservo' di riflettere, anticipando che avrebbe dovuto quasi certamente effettuare sondaggi con Consob". "Devo pero' ribadire con fermezza - ha spiegato - che tale idea nacque soltanto in quel periodo di tempo e che essa non costituiva certamente la ragione giustificatrice dell'equity swap stipulato ad aprile tra Merrill Lynch ed Exor". "Basti pensare - ha commentato - che una prima proposta di Merrill Lynch avanzata direttamente ad Ifil di stipulare un contratto di equity swap era gia' stata rifiutata e che la seconda proposta, sempre avanzata da Merrill Lynch venne accolta e riferita ad Exor quale operazione meramente finanziaria. Osservo in proposito che non era stato avanzato alcun quesito alla Consob in occasione o subito dopo la stipulazione dell'equity swap, come sarebbe stato invece ovvio fare se il contratto fosse stato stipulato non con l'intento speculativo di cui ho detto, bensi' per acquisire la disponibilita' di azioni da usare in occasione della scadenza del convertendo". (ANSA).