(ANSA) - MILANO, 26 NOV - Il Governo di Dubai prova a rassicurare i mercati dopo che l'annuncio della richiesta ai creditori da parte di Dubai World di una moratoria ha scosso le Borse. L'economia del Paese e' "durevole" e "i fondamentali economici, le infrastrutture e il nostro centro finanziario permetteranno a Dubai di restare un posto attrattivo nella regione" sostiene in una nota il presidente del comitato fiscale lo sceicco Ahmed ben Sa�d Al Maktoum e assicura che ulteriori informazioni saranno diffuse all'inizio di settimana prossima. I mercati hanno i nervi scoperti e il timore di un eventuale crac della holding dell'Emirato, che ha chiesto alle banche di sospendere per sei mesi i pagamenti sul debito di 59 miliardi, ha portato gli indici guida a cedere oltre il 3% e in Europa a bruciare oltre 150 miliardi di euro (Wall Street chiusa per la festa del Ringraziamento). "Comprendiamo le ragioni del mercato e dei creditori - dice lo sceicco - ciononostante siamo dovuti intervenire in ragione della necessita' di intraprendere un'azione decisiva per far fronte al debito" ricordando che Dubai, come le altre metropoli ha dovuto fare i conti con la crisi economica globale. Nel frattempo Standard & Poor's ha messo sotto osservazione con implicazioni negative il rating di lungo periodo delle banche locali Emirates Bank International, National Bank of Dubai, Mashreqbank e Dubai Islamic Bank, vista la loro esposizione su Dubai World e anche Moody's ha tagliato il rating di sei importanti imprese legate al Governo di Dubai tra cui Dp World, Dubai Electricity and Water Authority ed Emaar Properties. Oltre a chiedere una moratoria Dubai World sta anche cercando di rinegoziare un bond islamico da 3,52 miliardi della controllata Nakheel, l'operatore immobiliare delle isole a forma di palma, in scadenza il 14 dicembre. A Nakheel fa capo anche un debito da circa 980 milioni di dollari in scadenza il 13 maggio 2010, mentre il fondo di Dubai World, Limitless, ha un bond islamico da 1,2 miliardi di dollari in scadenza il prossimo 31 marzo. Tra gli oltre 70 creditori del gruppo ci sarebbero Credit Suisse, Hsbc, Barclays, Lloyds Banking Group e Rbs (-7,75%) e alcune italiane anche se la loro esposizione, da quanto si apprende, sarebbe poco rilevante. (ANSA).