(ANSA) - MILANO, 27 NOV - La Corte di Cassazione ha confermato la condanna al risarcimento di 1508,78 euro oltre agli interessi legali a ognuno dei 100 lavoratori Alfa Romeo/Fiat che si erano costituiti parte civile nel processo a Cesare Romiti e Francesco Paolo Mattioli per falso in bilancio nel 1996. Lo si apprende da una nota diffusa dallo Slai-Cobas, il sindacato di base attraverso il quale i lavoratori dei vari stabilimenti Fiat si erano costituiti parte civile nel processo nei confronti dei due manager, all'epoca dei fatti rispettivamente amministratore delegato e direttore finanziario del gruppo torinese. Secondo la ricostruzione del sindacato, oggetto del risarcimento era "il premio di produzione Fiat, allora legato agli andamenti del bilancio aziendale", che "era stato decurtato per effetto dei falsi in bilancio causati dai fondi neri usati dalla Fiat per pagare le tangenti ai politici".