Marco Bellocchio, Leone d'oro alla carriera
Il suo capolavoro rivisto
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Bellocchio non era al Lido solo per ricevere onori: ha portato anche il suo "Nel nome del padre", del 1971, in una nuova versione. "All'epoca - ricorda - c'era il festival di Gian Luigi Rondi e l'antifestival degli autori di sinistra: io presentai la pellicola all'antifestival". Adesso, ovviamente, questo scollamento non c'è più. C'è solo l'ovazione della Mostra per un autore fuori dagli schemi.
2Commento
10 set 2011, 08.08
10 set 2011, 08.33
Da brava piacentina non posso che essere orgogliosa del premio alla carriera riconosciuto al registra Marco Bellocchio. Io ero più che una ragazzina quando ebbe un gran successo con il film "I Pugni in tasca", poi è venuto "Nel nome del padre", "Vincere" (per me bellissimo) e "Sorelle Mai" (autobiografico, girato nella sua casa)tanto per citarne alcuni. Un uomo serio, un pò schivo dalla popolarità ma con grandi idee.. e crede soprattutto nei giovani.Ha girato diversi fim nella sua città natia, Bobbio, città molto antica e austera ma con tanto calore da parte della sua gente. Ha ideato un festival dello spettacolo italiano che si tiene da parecchie estati nella suddetta località portandovi attori di primissimo piano. Un premio meritato con la speranza di rivederlo ancora alla ribalta con nuovi film e nuve idee.....e vai Marco!!!!!
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