Mistero Polanski
Vince dunque l'anima russa che guarda a uno dei miti dell'Europa, ovvero il monumentale e grottesco Faust di Alexander Sokurov tratto dall'opera omonima di Wolfang Goethe. Vince poi sicuramente l'Asia con il Leone d'Argento andato al coraggioso regista cinese, vince un po' a sorpresa l'Italia di Terraferma di Emanuele Crialese, ma in questo palmares davvero molto di nicchia, da cineclub, resta il mistero Roman Polanski e del suo "Carnage".
Unico film in concorso che aveva messo d'accordo tutti, non c'é stato critico o giornalista che non ne abbia parlato con entusiasmo, ha mancato l'obiettivo di un premio anche se il regista che vive a Parigi e non può uscire dalla Francia per i noti motivi giudiziari, aveva indicato la possibilità, in caso di vittoria, di fare un collegamento video (molto spendibile mediaticamente).
Per molti è mancato il coraggio al presidente di giuria Darren Aronofski e al suo connazionale Todd Haynes, entrambi americani, di far vincere un collega non gradito negli Usa
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