NBA: Bargnani e Beli ok, Gallo K.O.

Tutti in campo nella notte gli italiani in NBA ma con risultati alterni. Sorridono Andrea Bargnani (14 punti, 5/13 dal campo, 9 rimbalzi in 34 minuti) e Marco Belinelli (9 punti, 4/6 dal campo, 3 rimbalzi, 3 assist, 2 recuperi, 16 minuti) per la vittoria dei Toronto Raptors che superano 107-90 i New Orleans Hornets cui non bastano i 21 punti con 18 assist di un incontenibile Chris Paul e i 16 di Bobby Brown in uscita dalla panchina. L’avvio del primo quarto è equilibrato ed è proprio il panchinaro degli Hornets a siglare il +4 di fine primo periodo. Paul tiene avanti i suoi, ma poi Toronto rientra e sorpassa con la tripla di Jack. A fine primo tempo è ancora Brown a siglare però il controsorpasso e il +2 New Orleans. Calderon, Bosh e Turkoglu riportano in testa i Raptors poi ci pensa Bargnani con due triple consecutive a mandare in orbita i suoi (81-63). Il quarto periodo è solo accademia con Toronto che deve controllare fino alla sirena finale.

Piange invece Danilo Gallinari che firma 17 punti (5/10 dal campo, in 32 minuti sul parquet) tirando bene da tre (4/8 dall’arco) mentre invece i suoi Knicks faticano a centrare il bersaglio grosso e chiudono con appena il 28.6% da 3 punti. Quando New York tira così male da tre di solito per la franchigia della Grande Mela c’è poco da fare se poi dall’altra parte c’è un giocatore come LeBron James, che questa volta ne mette appena 33 con 12/17 dal campo, 8 rimbalzi e 9 assist, dopo gli show precedenti al Madison Square Garden, la frittata è completata e per Gallinari & soci c’è poco da fare. L’unico vantaggio dei padroni di casa arriva in avvio quando Wilson Chandler mette a segno il 4-2. Non appena però LeBron James sale sul palcoscenico si prende tutti i riflettori mandando preso i suoi Cavs sul +8 e addirittura sul 40-21 di fine primo quarto con la tripla che affonda già le speranze newyorkesi. Per il resto del match il popolo dei Knicks non può far altro che godersi il miglior giocatore del 2009 visto che la partita non offre spunti interessanti e non torna mai in bilico. Alla fine Larry Hughes riduce su margini più dignitosi l’ennesima disfatta dei Knicks che sembrano già essere proiettati al 2010 nella speranza che il prescelto voglia recitare al Garden per almeno 41 volte l’anno.