
Datasport
“Noi dobbiamo fare la partita perfetta, loro devono sbagliare qualcosa”. Claudio Ranieri presenta così Inter-Roma. Il tecnico giallorosso è costretto a fare la conta degli infortunati. Oltre all'assenza pesante, ma prevista, di capitan Totti, i capitolini si presentano a San Siro con una difesa da inventare. Restano a casa Doni, Juan e l'ex interista Burdisso: “Non hanno recuperato, e' inutile farli viaggiare visto che non sono in grado di garantirmi nemmeno un tempo”, spiega Ranieri che poi si concentra sulle condizioni di Juan: “Ha problemi muscolari. Non ha avvertito dolore, ma non si sente sicuro. Non possiamo permetterci di metterlo in campo e di doverlo cambiare dopo dieci minuti. Per me è un giocatore importantissimo, la Roma ha perso pochissime volte quando c'è lui in campo”.
Il successo di Kiev in Champions League ha dato ulteriore spinta e convinzione all'Inter, che sta letteralmente uccidendo il campionato. Ranieri è consapevole della difficoltà dell'impegno: “Li' c'e' una squadra con il vento in poppa. Qui c'è una squadra con mille problemi. Li' c'è il migliore attacco, qui la peggior difesa. Noi dobbiamo fare la partita perfetta, loro devono sbagliare qualcosa. Noi andremo a Milano per giocare la nostra partita: mi aspetto di vedere una Roma volitiva. Dobbiamo sfruttare le occasioni e far gol. Non dobbiamo limitarci a creare”. Messaggi distensivi a José Mourinho. Le polemiche dello scorso anno sembrano lontanissime: “ Non siamo amici e non siamo nemici. Dove e' stato, ha vinto. E' un allenatore capace, ama molto il suo lavoro. Lo scambio di battute in passato? Fa parte del sale e pepe”.
Il tecnico romano ripensa all'inizio della sua avventura sulla panchina giallorossa e rivendica la bontà del lavoro fatto finora: “La Roma era una squadra nervosa, insicura. Era una squadra che non lottava e che si arrendeva dopo aver subito il primo gol. Ora invece combatte, reagisce e ci crede fino all'ultimo secondo. Da questo punto di vista abbiamo fatto passi avanti. Io, però, non sono mai soddisfatto: finora ho dato tutto me stesso e continuerò a farlo per 25 ore al giorno”.





















